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Landgrabbing.

Il fenomeno della scarsità alimentare sta favorendo una rapida ascesa delle aquisizioni di terra coltivabile nei paesi in via di sviluppo. E' il cosidetto landgrabbing che sta portando i paesi più ricchi e deficitari di materie prime ad acquisire nuove aree da mettere a coltivazione per la produzione di derrate strategiche. La motivazione di questo crescente interesse va ricercata nell'obiettivo di alcuni stati di garantire la loro sicurezza alimentare  e di ridurre la loro dipendenza dal mercato mondiale delle materie prime agricole. In una situazione di instabilità delle rese e dei prezzi, paesi importatori di cibo con vincoli in termini di superficie coltivabile e risorse idriche, ama ricchi di capitali, come gli Stati del Golfo, stanno sviluppando investimenti in capitale fondiario estero. Allo stesso modo stanno agendo i paesei interessati da forte crescita demografica, come Cina e Corea del Sud.


Gli investimenti in produzioni agricole e alimentari al di fuori dei confini nazionali sono una risposta all'attuale quadro di instabilità. Le Nazioni Unite (UN Population Division 2008) stimano che negli ultimi due anni sono stati acquistati nei paesi in via di sviluppo circa trenta milioni di ettari di superficie da destinare alla produzione agricola. I paesei dell'area del Golfo, la Cina, la Corea e il Giappone sono stati i maggiori protagonisti di tali iniziative, che hanno come target principali i territori africani, il Brasile, il Kazakistan e il Pakistan.
Solo nell'ultimo anno oltre venti milioni di ettari, pari a circa la metà della superficie agricola europea, sono stati oggetto di acquisizione da parte di investitori privati e pubblici.

Soprattutto il massiccio incremento di Stati che destinano risorse al landgrabbing rivela l'aumento dell'importanza strategica del fattore terra per il futuro. A differenza del passato recente, in cui gli investimenti stranieri si sostanziavano soprattutto nell'acquisizione di terre private da soggetti privati, oggi le transizioni delle dimensioni più significative fanno parte di relazioni di compravendita e affitto tra governi. Così alla stregua degli investimenti petroliferi realizzati da parte di imprese di Stato- finalizzati al conseguimento dell'autonomia energetica di una nazione – i governi di molti paesi ricchi si stanno muovendo per acquisire terreni in aree meno svilupate del pianeta, non tanto per delocalizzare in ragione di minori costi di produzione, quanto per garantirsi canali suppettivi di approviggionamento alimentare.

 

Fonti:

Torero – von Braun 2009, UN Population Divisione 2008, Fao 2009; “ The Economist” 2009, Bals 2009.

Brano preso da: “L'agricoltura europea” e le nuove sfide globali. Paolo de Castro – Donzelli Editore

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