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Le mondine.

Il lavoro della risaia coinvolgeva uomini e donne. Le donne, chiamate mondine,
erano le mogli dei lavoranti, e prestavano servizio nella risaia da febbraio a novembre,
oppure erano forestiere, che lavoravano in modo occasionale nei periodi
di maggiore necessità.
La prima operazione era la concimazione: i bifolchi, che conducevano l’aratro tirato
dai buoi, o i cavallanti, che invece procedevano a cavallo, scaricavano sui campi i carichi di concime mentre le donne erano incaricate di spargerlo sul terreno.


Si procedeva poi con l’aratura, il livellamento del singolo campo, chiamato camera, e la preparazione degli argini tra le camere, che veniva di solito effettuata da lavoratori stagionali o avventizi. L’aratura andava completata con la zappatura, in genere effettuata dalle donne. Poi s’immetteva l’acqua e il terreno andava ancora una volta livellato. La semina, nei mesi di marzo e aprile, era compito di lavoratori avventizi esperti e ben pagati.

I seminatori, per spargere la semente in modo uniforme, dovevano camminare con passo cadenzato. La monda avveniva tra maggioe giugno ed era un lavoro tipicamente femminile: le mondine procedevano allineate,
le erbe venivano passate di mano in mano e depositate nei solchi laterali dall’ultima della fila. Per lavorare nell’acqua le donne facevano un’arionda, ovverotiravano su la gonna e la fermavano con il laccio del grembiule.Ma con il termine monda si intendeva anche il trapianto: si tratta di un’altra tecnica di coltivazione, per cui il riso veniva seminato in vivaio e trapiantato dopo quaranta giorni.

Il lavoro di trapianto era più faticoso della raccolta delle erbacce,
perchè si doveva procedere a ritmo cadenzato arretrando, e si aveva un tempo
limitato. Era svolto per lo più dalle mondine forestiere. Anche la mietitura avveniva con squadre in fila: i mietitori con una mano tagliavano le spighe e con l’altra le afferravano, fino ad avere le mani piene; allora le deponevano e le legavano insieme. Il lavoro era faticoso e anche pericoloso: per esempio, se una mondina rimaneva indietro correva il rischio di essere ferita dalla falce delle compagne della fila successiva. Fino all’Ottocento sulle messi essiccate al sole si effettuava la tresca: gli animali da tiro passavano sul raccolto, che poi veniva battuto. Nel secolo scorso si diffuse poi la trebbiatura.

Le prime macchine erano a vapore e richiedevano ancora molto lavoro umano, soprattutto maschile. Il risone ottenuto dalla trebbiatura andava poi pulito: si spargeva nell’aia per l’ultima essiccatura e poi si raccoglieva separandolo dalla paglia con una scopa a trama larga. All’inizio del Novecento si diffusero gli essiccatoi, ma il metodo tradizionale continuò ad essere utilizzato ancora per diversi decenni.

 

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